Pareggio nelle prime due giornate: solo tre volte nella storia granata in B

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Due pareggi nelle prime due partite: è accaduto solo tre volte in serie B per la Salernitana.

Nel campionato 1949/1950 una rimodernata Salernitana allenata da Pietro Piselli (sostituito alla 28a giornata da Sentimenti), orfana soprattutto della bandiera Iacovazzo, impatta all’esordio 0-0 a Livorno, mentre nel turno successivo i granata pareggiano in casa 1-1 contro un’altra toscana, il Pisa. Granata costretti a rincorrere al 26′ dopo il gol subito da Trapanelli, il pareggio giunge nove minuti più tardi ad opera di Taccola. Nella terza giornata, i granata perdono 2-0 contro un Legnano che al termine della stagione sfiorerà la promozione piazzandosi al terzo posto dietro Napoli e Udinese, staccate rispettivamente di quattro e tre punti. La Salernitana ottiene una tranquilla salvezza, piazzandosi al tredicesimo posto (su 22 squadre partecipanti) ed ottenendo 39 punti (era ancora il campionato in cui le vittorie valevano 2 punti e non 3).

Nel 2004/2005 invece, i granata di Ammazzalorso (sostituito dopo sei giornate da Gregucci) cominciano il campionato pareggiando 0-0 con il Treviso all’Arechi. All’esordio in trasferta, la Salernitana gioca una partita puramente difensiva ed è costretta a rincorrere la Ternana, in vantaggio con Jimenez al 35′. E’ un grande ex della gara, l’esterno Claudio Ferrarese, a regalare alla Salernitana il pareggio con un gran gol a dieci dalla fine. Nella terza giornata, la Salernitana va dapprima in vantaggio contro la Triestina grazie a Shala al 17′, poi le solite amnesie difensive spalancano la via della rete agli ospiti che colpiscono prima con Godeas al 24′, poi con Pecorari al 38′ e Moscardelli al 45′. Mendil al 53′ e Palladino su rigore al 70′ rimettono in piedi la gara che si chiude 3-3, ma le avvisaglie della fragilità della Salernitana sono palesi. Infatti nelle giornate successive arrivano sconfitte pesantissime (5-0 contro il Genoa, 3-0 contro l’Empoli e lo 0-2 casalingo contro il Perugia). L’allora dg Imborgia decide quindi di esonerare Ammazzalorso ed affidare la panchina ad Angelo Gregucci. La Salernitana inanella una serie di risultati positivi che portano i granata a ridosso della zona promozione. Poi un calo fisico e mentale cancella tutte le ambizioni dei ragazzi di Gregucci che terminano il campionato al quattordicesimo posto, ottenendo una tranquilla salvezza grazie ai 51 punti ottenuti. Salvezza che però verrà cancellata dal fallimento della società di Aliberti. Grazie al “lodo Petrucci”, la nuova Salernitana di Lombardi ripartirà dalla serie C1.

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Lo scorso anno invece, la Salernitana di Sannino (poi di Bollini) inaugura il campionato di B a La Spezia: 1-1 il risultato, con Rosina che manda avanti i granata al 20′. Nenè, su azione d’angolo, ristabilisce la parità al 79′. La seconda giornata si disputa all’Arechi e vede opposta la Salernitana agli odiati rivali del Verona. Salernitana in balia degli scaligeri che subito si portano avanti con il gol di Ganz al 6′. I granata accusano il colpo ed è il Verona a sfiorare a più riprese il gol del raddoppio. Nella ripresa, i granata spaventano Nicholas dalla distanza in un paio di circostanze ed il Verona abbassa il baricentro. Al 61′ Vitale dalla trequarti serve un pallone d’oro a Coda che dal centro dell’area di testa fa secco il portiere ospite: 1-1 e risultato che non cambia più. Alla terza giornata i granata escono sconfitti da Novara con il punteggio di una rete a zero. Al temine della stagione la Salernitana si salva ottenendo 54 punti e piazzandosi al decimo posto, con grande rammarico per aver accarezzato la possibilità di agganciare la zona playoff, sogno svanito definitivamente dopo la sconfitta subita 2-0 a Carpi (prossimo avversario dei granata).

 

Ludovico Santoro

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