Salernitana, si salvi chi può: la società faccia chiarezza sulle proprie intenzioni

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La situazione in casa Salernitana somiglia sempre di più ad un mare in tempesta, con una squadra che ha smarrito il carattere ed è costretta a contare sulle proprie, a dire la verità mediocri, capacità tecniche ed un allenatore deluso dalle promesse fatte e non mantenute, in pieno stile Lotito-Fabiani-Mezzaroma. L’ennesima sconfitta subita in quel di Pescara non è altro che una logica conseguenza delle condizioni burrascose nelle quali versa tutto il contesto granata. E la classifica comincia ad assumere contorni pericolosi, con la zona playout sempre più vicina.

Alla vigilia del match dell’Adriatico è stato concessa a Stefano Colantuono la possibilità di parlare in conferenza stampa e l’allenatore romano ha colto l’occasione per esprimere il proprio malcontento per il mercato svolto, anzi non svolto dalla Salernitana a Gennaio. Curioso come le sue dichiarazioni in merito non siano state riportate completamente dall’organo ufficiale della società che volontariamente ha omesso passaggi interessanti affrontati dall’ex Bari. Al termine della sessione di mercato abbiamo definito la rosa della Salernitana addirittura indebolita nelle soluzioni messe a disposizione dell’allenatore. Ovviamente il termine soluzioni non va a braccetto con qualità: Bollini, nella sua gestione, ha avuto a disposizione varie frecce al proprio arco soprattutto sugli esterni, cosa che Colantuono non ha. Ceduti Alex e Gatto, il buon Di Roberto, mai preso in considerazione da Bollini, è diventato la prima alternativa e Zito addirittura titolare inamovibile. In attacco, ceduto Rodriguez, è arrivato Palombi. Insomma, lungi da noi essere ripetitivi, ma Colantuono con la società fu chiaro al momento della firma, chiedendo un portiere, due difensori (accontentato ad onor del vero con Casasola e Monaco), due centrocampisti ed un attaccante forte fisicamente da acquistare insieme a Palombi, voluto a tutti i costi da Lotito. L’amara verità è che la Salernitana è una squadra carente di alternative, e con una batteria di titolari che, al momento, hanno reso anche oltre le loro reali possibilità. Questa non vuole essere una giustificazione per l’allenatore, dal quale ci si aspettava un impatto sicuramente migliore ed una scossa che al momento non c’è stata (media punti inferiore a quella fatta registrare sotto la gestione Bollini).

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Alla situazione tecnica va aggiunta quella societaria: tutti assenti, il proprietario Lotito impegnato in una campagna elettorale nel corso della quale ha tenuto particolarmente a sottolineare come non sia il presidente della Salernitana (non ci siamo mai azzardati a pensare il contrario a dire la verità), il socio Mezzaroma che ricompare dopo mesi di latitanza e parla di progettualità, citando come esempio di investimento a vincere Rosina e Zito (tanto basta a causare un nevrotico sorriso). Ultimo, ma non in ordine di importanza decisionale, il dirigente Fabiani che mai si è assunto la responsabilità di campagne acquisti fallimentari in estate ed inesistenti a Gennaio, ritornello che si ripropone stucchevolmente ogni anno. La società, una volta e per tutte, ha l’obbligo almeno morale di fare chiarezza sulle reali intenzioni senza continuare ad inventare storielle sul centenario alle quali, francamente, non crede quasi più nessuno. Una parte della piazza è stanca, in particolar modo quelli che vogliono chiarezza e che sono stufi di essere presi in giro da un progetto tecnico-societario che non esiste e non è mai esistito. Quelli che vengono, troppo facilmente, definiti gufi solo perchè non accettano la sfacciataggine di chi continua a giocare con una passione che di nonno in padre ed in figlio si tramanda da 99 anni. E non c’è bisogno di essere giornalista, ultras o tifoso occasionale per ricevere l’autorizzazione ad essere nauseati dalla mancanza di trasparenza di chi dovrebbe alimentare il fuoco della passione ed invece con i propri atteggiamenti fa esattamente il contrario.

 

Ludovico Santoro

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