Salernitana tra presente e futuro: da chi ripartire il prossimo anno?

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Il campionato di Serie B si è appena concluso, almeno per quanto riguarda la stagione regolare, e le compagini già sicure di partecipare al prossimo torneo cadetto hanno la possibilità, in anticipo rispetto ad altri, di programmare la nuova stagione. Non deve far eccezione la Salernitana che, si spera, possa imparare dai soliti errori e pianificare una stagione diversa dalle ultime tre avare di soddisfazioni. Indubbiamente la rosa va rinforzata in tutti i reparti, ma una base di partenza discreta c’è. Da chi la Salernitana può e deve ripartire il prossimo anno?

Boris Radunovic : arrivato tra lo scetticismo generale, il portierino scuola Atalanta ha mostrato grande abilità tra i pali e qualche indecisione nelle uscite alte. I margini di crescita ci sono tutti, e bene ha fatto l’Atalanta a blindarlo con un contratto pluriennale. L’ex Avellino sembra pronto anche ad un salto di categoria nella prossima stagione e difficilmente lo vedremo con la maglia della Salernitana. Colantuono, nel mese di Gennaio avanzò la richiesta alla società di prendere un portiere d’esperienza da affiancare al buon Radunovic, e non fu una richiesta casuale perchè in alcuni momenti della stagione l’esperienza è un fattore fondamentale. SI

Marius Adamonis : nelle poche occasioni che gli sono state concesse ha mostrato le sue abilità di para rigori, ma l’insicurezza sulle uscite e la scarsa prontezza sulle conclusioni dalla media distanza ne hanno fortemente condizionato il giudizio. Il portiere scuola Lazio ha bisogno di crescere e maturare, magari giocando in una piazza più tranquilla e con meno pressioni. NO

Stefano Russo: Arrivato a Salerno solo ed esclusivamente per tamponare l’eventuale convocazione in nazionale dei di Radunovic ed Adamonis. Chi l’ha visto? NO

Valerio Mantovani: se c’è un giocatore dal quale ripartire assolutamente è lui. E’ giovane, ha grandi qualità ed è un calciatore di proprietà della Salernitana che lo ha blindato con un contratto fino al 2020. La società granata dovrà respingere le tante richieste pervenute anche dalla massima serie ed affidargli, finalmente, le chiavi della difesa. SI

Salvatore Monaco: arrivato in prestito con diritto di riscatto dal Perugia. Il difensore napoletano ha mostrato di essere un calciatore di categoria, attento e forte fisicamente. Il suo difetto più grande è l’irruenza, ma sulla grinta non si discute. Il suo riscatto sembra però lontano non tanto per le qualità tecniche e tattiche, ma per la cifra del riscatto fissata intorno ai 700.000 euro. SI

Alessandro Bernardini: di lui si è scritto tanto, forse troppo. Il tira e molla sul rinnovo ha indispettito i tifosi, il suo lungo infortunio ne ha penalizzato il rendimento. Fresco di rinnovo, se sta bene, l’ex Novara può tornare ad essere un valore aggiunto per la difesa granata. SI

Tiago Casasola: centrale o terzino, il difensore ex Alessandria è forse la nota più lieta della seconda parte di stagione della Salernitana. Ha grandi margini di miglioramento e senza nessun dubbio sarà un punto fermo della difesa granata per le prossime stagioni. SI

Alessandro Tuia: bandiera ormai di questa Salernitana, delle sue performance in campo se n’è parlato più e più volte ed esse hanno diviso la tifoseria. Il difensore romano lascerà i granata per approdare al Benevento a causa della mancanza di volontà di rinnovargli il contratto da parte della società granata . NO

Raffaele Schiavi: è passato da grande acquisto ad oggetto misterioso e nell’ultimo anno ha fatto esattamente il percorso inverso. E’ stato spesso uno dei migliori in campo, galvanizzato anche dalla fascia di capitano sul braccio. Tuttavia la Salernitana ha bisogno di un ricambio generazionale e quindi, a nostro avviso, uno dei sacrificati potrebbe essere proprio lui. NO

Patrick Asmah: di lui conosciamo solo nome e cognome, magari la fisionomia del volto solo perchè cercando su google c’è la sua fotografia. NO

Luigi Vitale: da uno come lui, con le sue qualità, ci si aspetterebbe il massimo sempre. Invece l’anno appena passato è stato disastroso, l’ex Ternana ha smarrito quella verve che lo ha sempre contraddistinto ed è apparso sempre nervoso e poco tranquillo. Un paio di settimane fa il litigio con Rosina per un calcio di punizione al limite dell’area ha definitivamente incrinato il rapporto con la tifoseria che lo ha sonoramente fischiato al momento dell’uscita dal campo. NO

Stefan Popescu: “sponsorizzato” da Ezio Capuano, l’ex Modena è arrivato a Salerno con tante aspettative che però ha continuamente deluso. Impacciato in fase offensiva è apparso disattento e fuori contesto anche in quella difensiva risultando un pesce fuor d’acqua in questa categoria. NO

Raffaele Pucino: fino all’infortunio che lo ha messo ko, l’esterno casertano è stato senza dubbio una delle note più liete della stagione. Capace di interpretare al meglio più ruoli, è sicuramente il jolly difensivo da cui ripartire magari rinnovando il suo contratto in scadenza nel 2019. SI

Joseph Minala: può un episodio positivo storico condizionare in maniera negativa il rendimento di un calciatore? A quanto pare si, perchè Minala, dal momento del gol vittoria messo a segno al Partenio, ha avuto un calo di rendimento clamoroso. Ha accumulato una serie di pesanti insufficienze per via del suo atteggiamento in campo svagato che ha penalizzato il gioco di tutta la squadra. A Salerno è richiesta cattiveria agonistica, cosa che il buon Joseph ha inaspettatamente smarrito. NO

Jean-Daniel Akpa Akpro: chi ha seguito il calcio francese negli scorsi anni ha potuto apprezzare le qualità del centrocapista della Costa d’Avorio. Tuttavia i dubbi sulla sua tenuta fisica erano legittimi dopo il grave infortunio che lo ha tenuto fuori dai campi di gioco per oltre un anno, ma nell’ultimo mese l’ex Tolosa sembra aver ritrovato la forma dei tempi migliori stregando Colantuono che ne ha chiesto la riconferma. La Salernitana ha un’opzione di rinnovo triennale del contratto in scadenza a Giugno che si spera verrà esercitata. SI

Moses Odjer: la sua esperienza a Salerno si è sviluppata tra picchi altissimi e momenti di buio totale. Ha dalla sua la giovane età ed un contratto fino al 2020. Se sta bene fisicamente, in una rosa di livello per un campionato diverso ci starebbe benissimo. SI

Matteo Ricci: una prima parte di stagione importante ha spazzato via tutti i dubbi soprattutto sulla posizione tattica dell’ex Perugia. E’ stato travolto dal momento di calo generale della squadra, momento dal quale lui non si è ripreso faticando a ritrovarsi. La Salernitana è al lavoro per trovare un accordo con la Roma, proprietaria del cartellino, per riconfermarlo. E fa bene. SI

Francesco Della Rocca: nella sua esperienza a Salerno c’è veramente poco di buono da raccontare. Falcidiato da continui infortuni e mai al centro del progetto, Della Rocca non ha trovato spazio con nessun allenatore passato sulla panchina granata. La Salernitana è stata “schiava” del suo contratto oneroso, motivo per il quale è rimasto a Salerno nonostante fosse palesemente fuori dai piani tattici. NO

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Sofian Kiyine: ha del potenziale enorme e quando è in giornata diventa imprevedibile. Il ragazzo marocchino ha un futuro radioso ed il Chievo ha mostrato di voler puntare su di lui assicurandosi il diritto di contro riscatto. Difficilmente lo vedremo a Salerno l’anno prossimo ma qualora il Chievo decidesse di “parcheggiarlo” un’altra stagione, la Salernitana dovrebbe farci più di un pensierino. SI

Franco Signorelli: sarebbe dovuto essere lui il regista di questa squadra ma i tempi di gioco non sono il suo forte. Non è mai riuscito ad incidere per via anche di un’andatura in campo molto anni ’70, quando i giocatori di talento correvano poco “tanto c’era chi correva per loro“. A parte che non siamo negli anni ’70, anche sul talento cristallino ci sarebbe da discutere parecchio. NO

Antonio Zito: da uno con il suo contratto ci si aspetterebbe tanto in campo, non sui social. Per l’amor di Dio, quando è stato impegnato l’ex Avellino e Juve Stabia non ha lesinato mai voglia ed impegno ma un calciatore non può avere un’autonomia di venti minuti, è impensabile. Più di un atteggiamento fuori dal campo ha fatto storcere il naso e la sua conferma a Salerno avrebbe del clamoroso. NO

Alex: assolutamente promosso per la prima parte di stagione nel corso della quale, per esigenze tattiche, da esterno offensivo si è trasformato in tornante ed a tratti anche terzino. A Gennaio, inspiegabilmente, è stato ceduto in prestito secco alla Pro Vercelli dove ha raccolto in tutto una manciata di presenze. Arrivato a parametro zero, potrebbe essere una scommessa vincente da tentare. SI

Giuseppe Rizzo: altro giro, altro triennale a cifre fuori mercato. Arrivato da svincolato, il mediano ex Reggina e Perugia ha deluso le aspettative tradendo persino la sua “fama” di mastino del centrocampo. A Gennaio è andato al Catania in prestito, con obbligo di riscatto in caso di promozione in serie B degli etnei. Nonostante la rivalità tra le due tifoserie, Rizzo è uno dei motivi per cui qualcuno a Salerno fa il tifo per la promozione dei rossoblu in cadetteria. NO

Francesco Orlando: sarebbe dovuto essere lui il colpo di mercato della Salernitana. Arrivato a Salerno con grandissime aspettative, si è infortunato praticamente subito in ritiro. Un infortunio che gli ha fatto saltare una stagione intera e che ha rimandato il suo esordio in granata all’ultima giornata giocata all’Arechi contro il Palermo. Orlando è tesserato con la Lazio ed il suo contratto scade a Giugno, ma c’è un’opzione per il rinnovo triennale. L’ex Vicenza potrebbe però firmare direttamente un biennale con opzione con la Salernitana, come lui stesso ci ha confermato non più di un mese fa. Anche la conferma di Orlando può essere considerata una scommessa, ma visto il valore del calciatore le possibilità che si tratti di una scommessa vincente, oltre che di un affare, è decisamente alta. SI

Mattia Sprocati: rapido, tecnico, imprevedibile, irritante. Ecco la sintesi perfetta di Mattia Sprocati, giocatore simbolo di questa Salernitana. Il talentuoso classe ’93 ha vissuto la sua migliore stagione in carriera, sia in riferimento ai gol messi a segno che agli assist forniti. Le sirene dalla A lo hanno sicuramente distratto e negli ultimi due mesi ha giocato con il freno a mano tirato causando diversi malumori. Sul valore del calciatore non si discute, ma nessuno va trattenuto controvoglia. NO

Nunzio Di Roberto: ricordate l’esterno imprevedibile, bravo sempre nel saltare l’uomo e capace di vedere la porta con grande continuità? Ecco, non è più lui. La metamorfosi negativa del Di Roberto visto a Salerno è stata evidente e non ha convinto praticamente mai, nonostante sia stato raramente chiamato in causa. Altro giocatore del quale non si sentirà la mancanza. NO

Alessandro Rosina: su quanto Rosina abbia deluso a Salerno ci sarebbero da scrivere dei libri. L’investimento più oneroso della gestione Lotito/Mezzaroma non è mai riuscito ad incidere ed è finito, spesso, ai margini del progetto. Negli ultimi due mesi è sembrato rinato, collezionando prestazioni che hanno ricordato il Rosina dei bei tempi. Ma non bastano due mesi per cambiare il giudizio generale sulla storia salernitana dell’ex Torino. I campionati vanno giocati al 100% per tutta la stagione. NO

Riccardo Bocalon: il sostituto di Coda è arrivato a Salerno con un’eredità pesante da gestire. Gli attaccanti nella città di Ippocrate non hanno mai avuto vita facile perchè le critiche, soprattutto per loro, volano velocissime e la tranquillità non è di casa allo Stadio Arechi. Nella sua prima stagione di B a livello di numeri Bocalon ha meritato la sufficienza ma non depone a suo favore la frequenza realizzativa. Mesi senza segnare e doppiette nelle gare casalinghe, partite dove l’ex Alessandria si è letteralmente nascosto ed altre, vedi il derby di ritorno contro l’Avellino, che lo hanno visto battersi da leone. Caratterialmente non è un giocatore capace di sopportare da solo il peso offensivo dell’attacco, a lui va affiancata una punta con le spalle larghe (e non solo in campo). SI

Alessandro Rossi: sponsorizzato da Bollini, che di giovani ne capisce eccome, il talentino scuola Lazio ha mostrato tanta voglia di spaccare il mondo. Voglia che il pubbico dell’Arechi ha apprezzato nonostante in termini di gol il giovane attaccante non sia stato efficacissimo. Si tratta comunque della sua prima stagione tra i professionisti ed il bilancio può considerarsi tranquillamente positivo. Il ragazzo si farà, e magari il prossimo anno resterà ancora a Salerno. SI

Simone Palombi: diventerà un grande giocatore, un trascinatore, una stella. A Salerno ha fatto rimpiangere i vari Benjamin ed Improta, ha causato le ire dei tifosi per il suo atteggiamento strafottente in campo. Che sia di insegnamento per i dirigenti, qualora fossero ancora loro a dover fare mercato il prossimo anno. Chi non vuole venire a Salerno che andasse altrove perchè vestire la maglia granata deve essere un orgoglio e non una forzatura. NO

Roberto: arrivato anche lui a parametro zero, non ha avuto modo di misurarsi con il campionato di B perché rispedito in patria in prestito (contratto triennale per lui sottoscritto in estate con la Salernitana). Scommettere su una punta straniera, nemmeno tanto giovane, in un campionato difficile e che non perdona come la Serie B è un azzardo troppo grande. NO

Stefano Colantuono: la media punti non è dalla sua parte, ma ha il merito di aver tirato su la Salernitana da una situazione che cominciava a farsi pesante. La sua tenacia non si discute, anche se il suo “sottomettersi” alla scelta societaria di non fare mercato a Gennaio ha deluso chi da Colantuono si aspettava atteggiamenti da sergente di ferro, sia con i calciatori che soprattutto con la società. Per la categoria può considerarsi una garanzia nonostante i fallimenti degli ultimi anni, ma se metti Vettel alla guida di una Fiat 500 del ’56 la stessa non si trasformerà d’incanto in una Ferrari 458. SI

Angelo Mariano Fabiani: dirigente di spicco, almeno a Salerno. Da anni è lui l’accentratore di tutto il mondo Salernitana. Intoccabile nonostante i tanti disastri causati negli ultimi anni, con triennali volati quasi a casaccio e rescissioni di contratto lampo. Certo, alcune operazioni di mercato sono di grande rilievo come la cessione Coda e l’acquisto di Sprocati ed Akpa Akpro, ma questo basta per idolatrarlo? Forse sulla bilancia pesano di più una serie di acquisti sbagliati miseramente e la solita abitudine di smentire a Gennaio il suo stesso lavoro fatto a Luglio. Sarebbe bello vederlo all’opera in un’altra piazza e valutare il lavoro di un professionista differente a Salerno. Forse, con il senno di poi, magari dovremo smentire noi stessi e dare più meriti al dg di quanti non riusciamo a riconoscergli adesso. NO

 

Ludovico Santoro

 

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