Partita della svolta? Macchè! La solita Salernitana fallisce l’appuntamento ed esce ridimensionata

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Minuto 79 della partita tra Cittadella e Salernitana, risultato di 3-1 per i padroni di casa, nel momento che sarebbe dovuto essere di massima pressione per provare a riaprire la gara. Punizione dalla trequarti, Di Tacchio batte corto per Casasola che manca clamorosamente lo stop e nemmeno rincorre il pallone che termina mestamente in fallo laterale. Sintesi perfetta di una Salernitana spenta, senza mordente ed immotivatamente compassata.

Ormai è uno struggente leit motiv che va avanti da tre anni: nel momento in cui la Salernitana è chiamata a tentare il definitivo salto di qualità, i granata steccano sistematicamente l’appuntamento a causa dei soliti errori dei singoli. Il regalo fatto oggi al Cittadella pesa molto più dei tre punti, con la squadra di Venturato decimata che nei primi 25 minuti del match quasi non ha toccato palla. Certo, non toccare palla contro una squadra che non crea un’occasione nitida nemmeno se gli fosse concesso di giocare con le mani non deve essere un grande problema. Infatti la Salernitana, pur giocando meglio, ha mostrato una preoccupante sterilità offensiva con un Bocalon non in giornata ed un Vuletich che, onestamente, appare un pesce fuor d’acqua su un campo da calcio. Di contro, il Cittadella dell’ottimo Venturato ha sfruttato pienamente tutte le occasioni concesse dai compassati difensori della Salernitana. Fanno discutere ed arrabbiare le scelte di Colantuono che, nonostante un rendimento (in termini di punti) comunque positivo è destinato a finire pesantemente dietro la lavagna.

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Il calcio insegna che alla lunga, chi pecca nel gioco, paga dazio e non è deputato ad essere in continuo debito con la fortuna. Non a caso la Salernitana è la seconda squadra, dopo il Carpi, ad avere il più basso possesso palla del campionato. La domanda sorge spontanea: Djavan Anderson, Raffaele Pucino, Andre Anderson, Francesco Orlando, davvero non sono meritevoli di scendere mai in campo? Il modulo continua a non piacere, la Salernitana senza idee continua a non piacere. E la colpa di Colantuono, quella più grande ed imperdonabile, è continuare ancora a puntare su qualche cavallo sbagliato. Sicuramente ai nostalgici dei tempi che furono (quali, non si sa) quanto segue darà fastidio, ma precisamente Luigi Vitale cosa ha dimostrato nell’ultimo anno e mezzo per essere schierato titolare, addirittura da capitano, e per avere il contratto rinnovato fino al 2021? A questa domanda potrebbe rispondere solo l’intoccabile direttore generale, ma noi che siamo dotati di buona immaginazione, la risposta la immaginiamo già: “Siete faziosi, volete il male della Salernitana. Siete gente di fuori Salerno, e siete dei gufi“. Ah, se voler bene alla Salernitana più di ogni altra cosa è equivalente ad essere gufi, orgogliosamente lo siamo. Tornando brevemente al campo, la prestazione di oggi non merita nemmeno approfondimento tattico, perchè di spunti ce ne sono veramente pochi. In difesa la Salernitana si è fatta male da sola, il centrocampo dopo una buona prima mezz’ora è scomparso e la coppia offensiva non ha mai punto, nemmeno nel secondo tempo dopo l’ingresso di Djuric (ma questa non è una novità). Unica gioia, personale, di giornata è il ritorno in campo ed al gol di Alessandro Rosina, pronto a ritagliarsi un pò di spazio e aggiungere quella qualità che alla squadra di Colantuono manca maledettamente. Nel Cittadella, al di là di Strizzolo, Vitale è stato il migliore in campo per i granata di casa. Non vuole essere accanimento, ma l’elenco degli errori in fase di marcatura e possesso palla è talmente lungo che si fa fatica a riassumerlo in poche righe. Da tifoso è davvero difficile capire il perchè di tutta questa fiducia, a meno che ciò che noi vediamo “male” per la società è “bene” e ad avere ragione, chiaramente, sono loro e non certamente noi.

La storiella dell’alternativa che non c’è non regge, perchè con il tanto criticato 3-5-2 del terzino a sinistra si può fare a meno, soprattutto se a destra in rosa ci sono giocatori che spingono con facilità, anche se non vengono mai schierati in campo. Quanto visto oggi a Cittadella è offensivo, tanto offensivo da dover far riflettere l’allenatore e convincerlo ad indirizzare le scelte verso altri elementi. Se tre indizi fanno una prova, una prova è inconfutabile dimostrazione di reato. Il proprietario Lotito chiede presenze allo stadio ma inciampare, casualmente si intende, sempre nel momento in cui bisogna fare il salto di qualità, o per usare termini cari ai proprietari “alzare l’asticella”, alimenta i malumori ed accresce il mal pensiero dell’ “allora più di questo veramente non si può“.

A pensar male si fa peccato, ma a volte si fa peccato maggiore a pensar bene. E visto che siamo degli eterni romantici, vogliamo che i nostri cattivi pensieri vengano smentiti. Definitivamente.

 

Ludovico Santoro

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