Fabiani contro tutti: da censurare le offese, ma non accettare le dovute critiche è presuntuoso oltre che dannoso alla Salernitana

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La presunzione è la nostra più grande nemica. Pensaci, ciò che ci indebolisce è il sentirci offesi dalle azioni o dalle malefatte dei nostri simili. Essere presuntuosi significa spendere gran parte della propria vita offesi da qualcosa o qualcuno. Parole di Carlos Castaneda, contestato e sottovalutato scrittore peruviano.

Le offese dunque, argomento chiave dell’ultima settimana in casa Salernitana. Le offese, le critiche e le polemiche. Perchè parlare dell’ennesimo ribaltone tecnico e della chiacchierata scelta del nuovo allenatore quando si può distogliere l’attenzione con argomenti che, con il calcio giocato, c’entrano meno di zero? Da Gennaio 2014, con l’arrivo a Salerno di Angelo Fabiani, sono cambiati esattamente undici allenatori. In termini di numeri, più di cinque volte rispetto al Cittadella, ed il doppio rispetto allo Spezia (che pure è una delle società che ha cambiato di più). Di giocatori dai super contratti passati a Salerno senza lasciare il segno ne sono passati a decine e tenere il conto è veramente difficile. Giusto dunque avere dei normali dubbi sul lavoro del Direttore generale? In un contesto normale si. A Salerno no. Lungi da noi prendere le difese di chi ha apostrofato Angelo Fabiani con epiteti irripetibili perchè chi eccede ha sempre torto, però il comunicato stampa apparso sul sito ufficiale della Salernitana a firma del Direttore ha dei contenuti che non piacciono a nessuno. Va ricordato al Sig. Fabiani che imbecilli ed asini sono offese altrettanto gravi e certamente il suo ruolo all’interno della Salernitana non lo mette in condizione di sentirsi autorizzato ad offendere tutti coloro che non condividono il suo operato.

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Piuttosto, da Direttore generale e responsabile diretto del settore tecnico, avrebbe dovuto chiedere scusa ad ognuno dei tifosi che si sono sentiti mortificati dai tre gol subiti in casa dal Brescia in poco più di mezz’ora, ad opera di un calciatore che i tifosi granata si sono goduti poco sia per una scelta societaria poco lungimirante che per una gestione tecnico/tattica, questa si, da denuncia (sportiva). Avrebbe, il Direttore, dovuto scusarsi con i 500 di Cittadella ed i 600 di Carpi, costretti ad osservare inermi la caduta della loro Salernitana e tornati a casa in entrambi i casi con tre gol sul groppone.

Direttore, ci permetta. Piuttosto che minacciare querele e sentirsi sempre intoccabile, si metta davvero in gioco ed accetti le critiche chè, mi creda, le merita tutte. Si scusi con chi davvero soffre per la Salernitana, ma lo faccia in un modo meno folkloristico del suo presidente che a mo’ di concertino di Natale in tempi non lontani si presentò sotto la Curva munito di microfono ed accompagnatori per raccontare la filastrocca e lanciare un amo al quale hanno abboccato solo in pochi, sempre gli stessi. Si ricordi, Direttore, che la Salernitana è dei salernitani. Anche se, tanti di loro, lo hanno dimenticato. Quelli di fuori Salerno, Direttore, non siamo noi. Se lo ricordi. 

Come sosteneva dunque il buon Castaneda essere presuntuosi non porta mai da nessuna parte ed è bene, spesso, fare un passo indietro e scendere da immaginari piedistalli che fortunatamente non esistono.

 

Ludovico Santoro

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